L’arte di divulgare – Intervista a Roberto Mercadini

Blog > Culture > L’arte di divulgare – Intervista a Roberto Mercadini

“Racconta storie che raccontano storie” e lo fa con così tanta passione che più di 100.000 persone si sono fermate a sentirlo parlare per 11 minuti di mele! È un attore, un autore, uno scrittore ma soprattutto uno dei divulgatori più amati degli ultimi anni. Ecco la mia intervista a Roberto Mercadini

Finalmente sui social si trovano molti più divulgatori e content creator di prima che, come te, hanno anche un ottimo seguito, sostituendo quello che fino a poco tempo fa faceva la televisione (addirittura superandolo), ovvero istruire. Come vedi questa evoluzione dei social?
Mi sembra un fenomeno estremamente positivo, e vedo che si è consolidato nel tempo. Io ho cominciato timidamente a fare i video già 7-8 anni, quando ancora per me YouTube era il luogo degli scherzi telefonici e dei videogiochi, ma adesso ci sono tanti ragazzi con una qualità secondo me straordinaria, e c’è un’offerta molto diversificata: c’è chi parla di filosofie, biologia, chimica, e la cosa più bella è che secondo me questi contenuti spingono a loro volta altre persone a darsi a questo tipo di contenuti. Addirittura alcuni di questi ragazzi mi hanno detto che io sono stato per loro uno dei vari motivi che li ha spinti a cimentarsi in questo genere di contenuti. Questa è una cosa che mi ha fatto un piacere enorme!
Trovo che tutto questo sia anche sano per chi crea contenuti: vedo dei giovani di 20-22-24 anni e mi dico che io alla loro età non ero così in gamba, non sapevo fare certi discorsi così ben strutturati con un inizio, uno svolgimento e una fine. Per carità ho sempre cercato di leggere di tutto ma mi sono dovuto fare un esame di coscienza e a 20 anni non so se sarei stato in grado di fare dei discorsi così. A creare un video ogni settimana o ogni 15giorni.
Secondo me il mio apprendere da appassionato era molto più disordinato e informe, ma il fatto di avere un pubblico che ti segue per un canale di cui hai scelto un tema e un’impostazione, credo che un po’ ti aiuti a creare dei contenuti regolarmente, in modo ordinato, in modo comprensibile e a studiare anche con una certa precisione, perché se una cosa le vuoi spiegare agli altri devi averla prima molto chiara tu. Quindi trovo che tutto questo sia un fenomeno estremamente positivo. E mi piace che questa onda stia continuando al alzarsi e non stia calando.

Tra Instagram e YouTube hai circa 115mila follower, a cosa devi questo tuo grande successo e come hai costruito il tuo personal branding?
Io credo che la cosa che fa apprezzare i miei contenuti sia la mia passione, io mi appassiono alle cose che racconto; l’altro aspetto è che sono contento di spiegare le cose più alte, la filosofia, la fisica e altro, nel modo più accessibile a tutti. Cioè, io anche quando faccio uno spettacolo teatrale ragiono in questa maniera. Se viene una persona, anche la più umile, quella con meno confidenza rispetto alla scrittura, la cultura o la lettura, comunque non rimane mortificato perché basta che abbia la voglia di ascoltare e riesce a seguirmi; stessa cosa per la persona più colta che ci possa essere, questa non si annoia perché non dico delle banalità, il mio sogno è che se dovesse venire a vedermi Roberto Calasso almeno una volta gli tocchi dire “ecco questa non la sapevo neanche io”. L’idea per me è questo, la mia Stella Polare con la quale mi oriento.

Ti confermo assolutamente questa cosa, perché io ti seguo molto e ieri sono rimasta per 7 minuti a guardare un tuo video sugli insetti che prima mai avrebbe potuto interessarmi, ed è stato bellissimo.
Eh secondo me è quello lì il segreto: parlare delle cose più alte ma con passione, perché la passione appassiona, il divertimento diverte. Ci deve poi essere una componente di empatia, io semplicemente digitalizzo quello che faccio a teatro anche perché nei video ci metto la mia eloquenza, la mia espressività facciale, ci sono i miei ritmi comici; ecco perché non uso l’editing, perché non fa parte del mio essere uomo di teatro, io devo saper azzeccare i tempi al primo colpo.

Proprio ieri (n.d.r. intervista fatta il 23 giugno 2020) è uscito il tuo ultimo libro “Bomba Atomica”. Tutto ciò parte un po’ da quello che tu chiami “Il paradosso della Gioconda” che io ho adorato, ed è quello che tu definisci un po’ il fulcro centrale della narrazione.
Si, è quello che accomuna tutto quello che faccio a teatro e nei miei video. C’è questa situazione particolare in cui ci sono queste opere o fatti storici e argomenti che tutti conoscono ma di cui nessuno sa nulla. Quindi sono attrattivi per due motivi: le persone paradossalmente vogliono vedere quello che già hanno visto e vogliono conoscere quello che già conoscono. Lo vediamo al Louvre quando le persone passano distrattamente di fronte a opere incredibili e poi fanno tutte un capannello di fronte alla Gioconda.  Ma lo sai già com’è fatta la Gioconda, lo sanno tutti, l’avranno vista mille volte nei film, i documentari, sui libri eccetera.
Ho notato questa cosa quando siamo andati in gita in quinta superiore: ci avevano portato a Parigi al Louvre ovviamente e ad un certo punto c’era una sala piena di sculture greche e lì c’era la Venere Di Milo con intorno una mare di gente, vicino alle altre invece non c’era nessuno. E dentro di me pensavo “Ma le altre sono tutte così esteticamente inferiori che da loro non ci va nessuno? Non capirò nulla di statuaria greca ma mi sembra che la fattura sia più o meno quella; la qualità è quella lì”
Comunque la seconda cosa è che però tu vuoi comunque sapere qualcosa che tu non sai, cerchi la novità.
Allora ecco la situazione è paradossale: il narratore deve trovare un argomento che tutti conoscono ma di cui nessuno sa nulla. E un esempio è appunto la Gioconda, e se tu vai da uno di quelli fermi al capannello, a meno che non trovi proprio l’esperto, o storico o l’appassionato, nessuna sa dirti nulla! Le cose più note sono bufale, partono con Dan Brown: “È l’autoritratto di Leonardo”, ti dicono che è incinta, l’affermazione è talmente vaga che non può neanche contraddirla 😄
E’ pieno di cose così. Gli insetti tutti noi li conosciamo, sappiamo cosa sono, ma se parli con uno che ne sa di entomologia ti tira fuori delle perle che rimani allibito e scopri che sono essere di altri pianeti, sono loro i veri alieni. Io ho fatto un video di 11 minuti sulla mela che è diventato virale: sappiamo tutti  che cos’è una mela, ma se io ti racconto per 11 minuti solo cose che non sai sulle mele, a meno che tu non sia un agronomo o un botanico, io ti sconvolgo.
Stessa cosa con la bomba atomica, tutti la conosciamo. Ma chi ne sa qualcosa? Tutti sappiamo che sono state bombardate Hiroshima e Nagasaki ma nessuno sa il perché! Che scelta strategica è stata? Perché non hanno bombardato Tokyo o Osaka? Hai mai sentito parlare di Hiroshima e Nagasaki se non perché sono state bombardate? Tutti sanno che la bomba atomica è il risultato di grandi scienziati ma quali? Nessuno sa che la madre della bomba è una scienziata di nome Lise Meitner, una donna dall’incredibile genio. E’ tutto così! Tutti sappiamo che Hitler faceva parte del Partito nazista, ma nessuno sa come ci è arrivato. Molti addirittura credono che l’abbia fondato lui, come Mussolini ha fondato il fascismo. No. Vi è entrato in modo talmente assurdo che quando io l’ho scoperto ho pensato fosse impossibile. È troppo facile così scrivere un libro.

Quale consiglio daresti ai ragazzi che invece si stanno approcciando ora ai social e desiderano creare dei contenuti ma non sanno come farli ne quali argomenti andare a scegliere?
Allora, io ho sempre timore di dare consigli, da giovane mi ha sempre dato un po’ fastidio che mi dessero consigli, anche perché chi lo fa solitamente si mette in cattedra no? Si mette in una posizione più alta. I consigli non richiesti li considero sempre un po’ una molestia.
Facciamo finta quindi me lo abbiamo chiesto 😉 Bisogna stare attenti a non perdere la proprio originalità, perché quelli che ti danno consigli ti dicono che devi scegliere un argomento di attualità, i video deve essere di tal lunghezza, ‘inquadratura così, usa una libreria come sfondo’… va bene ma, potrà anche essere vero ma se tu fai il video identico a quelli di altre 100.000 persone come fai a emergere? Come fai a distinguerti? Non funziona molto come strategia secondo me. Vediamo chi ha successo, cerchiamo le analogie fra chi ha successo e le replichiamo, ma magari chi ha successo ce l’ha perché ha qualcosa di diverso, quindi dobbiamo cercare le differenze non i tratti in comune. È chiaro che un po’ devi cercare di percepire quello che c’è nel mondo, però non ti devi appiattire contro un canone. Perché quello che funziona secondo me è anche una certa dose di spontaneità, di verità, quindi se fai una cosa confezionata a tavolino perché risponda a certi canoni però ti ingessi, la forza espressiva di quella cosa lì diventa pari a zero.

È importante quindi iniziare anche dalle cose che possiamo pensare siano ‘scontate’, perché tu hai il tuo punto di vista, le tue idee e bisogna iniziare da quello che ti piace e appassiona.
Si si! Guarda, io sono un poeta, la prima cosa che ho fatto a livello artistico è scrivere poesie. Uno che scrive poesie è uno che crede che qualsiasi cosa sia straordinario, la poesia si erge su questo postulato di fondo. Il bellissima discorso che ha fatto Wislawa Szymborska al conferimento del suo premio Nobel diceva “Nella realtà nessuna cosa è normale, nessuna nuvola sopra nessuna pietra”. Tuttavia nel linguaggio della poesia, in cui ogni parola ha un peso, non c’è più nulla di ordinario e normale. Nessuna pietra e nessuna nuvola su di essa. Nessun giorno e nessuna notte che lo segue. E soprattutto nessuna esistenza di nessuno in questo mondo.
Io non ci credo che un’azienda che ha delle persone dentro ognuna con la sua storia e la sua testa, non abbia qualcosa da dire, mi rifiuto di crederci sia come poeta che come narratore. Forse non ci hai mai pensato, forse non hai mai avuto modo di doverle tirare fuori queste cose, forse hai più bisogno di persone come noi per tirarle fuori. Ma non esiste che tu non ce l’abbia.

Per seguire il canale YouTube di Roberto Mercadini CLICCA QUI

Trovi i primi minuti di questa intervista (in versione video) anche sul mio canale IGTV  oppure integrale sul mio canale YouTube nuovo nuovo dove trovi anche altre interviste!!

giulia toselli
The author: giulia toselli
Similar Posts
No comments to read

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *